"How to have Sex": tra verginità, abuso sessuale e consenso

Quali sono gli strumenti a disposizione degli e delle adolescenti per stabilire il confine tra consenso e abuso sessuale? Il film di Molly Manning Walker affronta le difficoltà dei e delle giovanissime a scoprire cosa davvero desiderano e chi vogliono essere.

Verginità: arma del patriarcato o fardello di cui liberarsi il prima possibile? Per le tre adolescenti protagoniste di How to have Sex, opera prima della talentuosa Molly Manning Walker, non ci sono dubbi sul fatto che non aver fatto sesso sia uno stigma da cui affrancarsi nel modo più veloce. L’ideale? Durante una vacanza tra amiche.

Ma qual è il confine oltre al quale la penetrazione è un abuso? Come si dà o si nega il proprio consenso prima del sesso? “Tacere o non dire “no” non vuol dire dare il proprio consenso. L’assenza di opposizione/resistenza o di vestiti non significa consenso”, risponde un decalogo di Amnesty International, legato alla campagna Il sesso senza consenso è stupro.

«Il tema del consenso è ampissimo e difficile da trattare, non si ferma tutto al semplice concetto di sì o no. C’è una generale mancanza di gentilezza e empatia, necessarie per capire ciò che l’altra persona sente, comprendere quanto al di là di quello che sembrava un sì, la persona stia vivendo un profondo malessere“, ha spiegato in conferenza stampa, in occasione della presentazione del film ad Alice nella Città, la regista che nel suo primo lungometraggio sviluppa un tema toccato anche nel suo corto, Good Thanks, You? su come una donna vittima di un abuso possa vivere un nuovo trauma nel rapportarsi alle autorità.

E se il tema è complesso per persone adulte, si trasforma in un ginepraio quando si tratta di adolescenti; non a caso, l’età del consenso, cioè l’età a cui una persona è considerata capace di dare un consenso informato ai rapporti sessuali, è materia trattata dal diritto (la media mondiale è di 16 anni, con punte verso il basso di 12 anni e verso l’alto di 19 anni, ma in molti Stati l’età varia se c’è poca differenza di età tra i partner).

Le ragazze degli anni venti del Duemila sono sotto molti aspetti assai diverse dalle loro madri, che sono state adolescenti tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta, quando ancora in tante venivano (venivamo…) cresciute con l’idea che la prima volta se non doveva essere più consumata dopo il matrimonio, come le loro madri, andava comunque condivisa con qualcuno di importante; sesso e amore non sono più correlate per intere generazioni, libere ormai (si spera per loro) dagli ultimi legacci patriarcali.

Eppure a guardare il bel film di Molly Manning Walker, la questione pare tutt’altro che risolta a favore della metà femminile del pianeta. Ha osservato, ancora, la cineasta: «Il film è su un tema con cui si possono relazionare molte ragazze, costrette a mettere su una facciata, costantemente pressate dalla società, dalla famiglia, dagli amici, dai social media, che ti spingono a essere in un certo modo. Non è facile per i ragazzi capire realmente chi vogliano essere».

How Have to Sex
Lara Peake, Enva Lewis e Mia McKenna-Bruce in “How to have Sex” (Courtesy Press Office)

Perché vedere How to have Sex

È difficile trovare anche solo un motivo per cui l’esordio di Molly Manning Walker non dovrebbe essere visto e non dovrebbe essere fatto vedere nelle scuole: curato a livello visivo, con una sceneggiatura solida e personaggi più che credibili, How to Have Sex si avvale di una colonna sonora perfetta e incredibili interpreti, giovanissimi e tutti più che bravi a raccontare sul grande schermo l’esuberanza irrefrenabile dell’adolescenza, i turbamenti, le mille paure.

Notevole la capacità della regista di creare in chi guarda un senso di inquietudine, non appena il gruppo al maschile entra nella scena, dirimpettaio delle tre ragazze nell’albergo cretese dove stanno trascorrendo la loro vacanza ad alto tasso di alcol, musica e divertimento sfrenato. Vestite succinte, truccate, ubriache appaiono da subito una facile preda. Si fanno così i conti col pregiudizio ormai atavico che dove c’è un maschio c’è un possibile stupratore.

Molly Manning Walker ci ricorda che è spesso così, ma non sempre. Che la gentilezza e l’empatia sono di casa anche se si ha un alto tasso di testosterone. E ci dimostra anche, una volta ancora, che fin quando quella gentilezza e quell’empatia di qualcuno non farà muro contro chi gentile ed empatico non è, abusi e violenze sulle donne non cesseranno. Questa è una di quelle tante battaglie che si vincono solo insieme.

How Have to Sex
Mia McKenna-Bruce e Shaun Thomas in “How to have Sex” (Courtesy Press Office)

La scheda del film

How to have Sex, opera prima di Molly Manning Walker che al Festival di Cannes 2023 ha vinto la sezione Un Certain Regard, è stato il film di apertura in concorso di Alice nella Città.

Il film, la cui sceneggiatura è stata premiata nel 2022 a Cannes con il premio Next Step, racconta di tre adolescenti britanniche, Tara (Mia McKenna-Bruce), che non ha ancora vissuto la sua prima volta e le sue amiche del cuore Skye (Lara Peake) e Em (Enva Lewis). In vacanza a Malia, a Creta, trascorreranno giorni di puro divertimento prima di conoscere i risultati dei loro esami. Parte così una festa continua, tra discoteche, giornate in piscina, tanto alcool, sole e ballo, che porta le ragazze a fare amicizia con i vicini di stanza in albergo, Paddy (Samuel Bottomley), Badger (Shaun Thomas) e Paige (Laura Ambler).

Diplomata alla National Film and Television School, Molly Manning Walker ha lavorato per molti anni come direttrice della fotografia, tra gli altri per il film Scrapper di Charlotte Regan e per la celebre serie televisiva Mood. Il suo primo passo da regista è il cortometraggio Good Thanks, You?, che viene presentato alla Semaine de la Critique a Cannes.

Mia McKenna-Bruce, già fra gli interpreti di The Witcher e dell’adattamento da Jane Austen di Persuasion su Netflix, sarà prossimamente coprotagonista nella serie distopica The Marshlands.

Il film sarà distribuito al cinema da Teodora all’inizio del 2024 per arrivare successivamente in esclusiva streaming su MUBI.

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