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È stato liberato il figlio dellʼattore Mazzarella fermato in Giappone

Piero Vincent Mazzarella si trovava in Giappone per una vacanza e sarebbe dovuto rientrare lo scorso 10 maggio. L'incidente, verificatosi il 2 maggio, lo ha costretto a rimanere lì. Oggi la liberazione.
Marcello Mazzarella e Piero Vincent

È finita l’agonia dell’attore siciliano Marcello Mazzarella che, nei giorni scorsi, aveva lanciato diversi appelli sui social network per liberare il figlio Piero Vincent fermato in Giappone dopo un incidente. Avrebbe investito una donna causandole la frattura del bacino mentre si trovava in bicicletta: una circostanza che avrebbe spinto le autorità locali a fermare il giovane facendo preoccupare la sua famiglia in Italia. È doveroso ricordare che – stando a quanto trapelato – Piero Vincent si sarebbe fermato a prestare soccorso alla donna ma, nonostante ciò, è stato comunque portato in carcere e rinchiuso nella caserma di Ikegami.

Adesso ad annunciare la sua liberazione è stato il padre, Marcello Mazzarella, con un post su Facebook:

Dopo giorni di durissimo lavoro posso solo dire che adesso Piero è stato liberato. Appena possibile darò notizie più precise e approfondite. Grazie a tutti voi. Il vostro amore e la vostra solidarietà mi hanno dato la forza e hanno mosso qualcosa di potente e risolutivo.

Da quando il figlio è stato fermato, il padre non ha smesso di lottare, di chiedere aiuto, di attirare l’attenzione dei media italiani affinché le autorità potessero interessarsi al suo caso e risolverlo il prima possibile. Ha sempre ribadito che il figlio dovrà pagare per quanto commesso ma non probabilmente in questi termini. L’attore siciliano aveva chiesto un intervento del Governo italiano affinché la situazione si risolvesse nel migliore dei modi. Il figlio, tra l’altro, rischiava una condanna a cinque anni per lesioni: questo prevede la legge nipponica.

Piero Vincent Mazzarella è un amante dei viaggi, si trovava in Giappone per una vacanza e sarebbe dovuto rientrare lo scorso 10 maggio. L’incidente, verificatosi il 2 maggio, lo ha costretto a rimanere lì. L’ambasciata italiana in Giappone è intervenuta e sta seguendo da vicino il caso; l’ambasciatore ha già incontrato il ragazzo che è stato detenuto per 14 giorni.