Il 2021 è stato un altro anno nero per quanto riguarda la violenza sulle donne: 76 i femminicidi di cui vi abbiamo raccontato, in aumento del 10%, nel periodo compreso tra gennaio e ottobre, le violazioni dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e dei divieti di avvicinamento, e i casi di revenge porn (+45%). Insomma, nonostante l’entrata in vigore, nel 2019, del Codice rosso, la piaga non accenna ad arginarsi in alcun modo.

Il 2022 è cominciato da poco, ma già dobbiamo registrare 6 femminicidi solo nei primi tre mesi dell’anno (con marzo appena iniziato); l’anno è iniziato con l’uccisione di una donna, di cui tuttora si ignora il nome, a Motta Santa Lucia, nella provincia catanzarese, il 16 gennaio. Mentre da poco è arrivata la notizia che anche quello di Agata Scuto, scomparsa da Acireale dieci anni fa, potrebbe essere un femminicidio.

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Tra i femminicidi più inquietanti dobbiamo raccontare quello della giovane mamma Carol Maltesi, uccisa a martellate, sgozzata, e il cui cadavere è stato poi fatto a pezzi dall’assassino, che lo ha abbandonato in alcuni sacchi neri in un paesino della provincia bresciana.

Una piaga che purtroppo non accenna ad arrestarsi, in cui patriarcato e misoginia continuano a rivestire un ruolo fondamentale, e che spinge necessariamente a riflettere su un’educazione culturale, di uomini e donne, che giocoforza deve cambiare per arginare quello che a tutti gli effetti è un cancro sociale endemico.

1. X, 16 gennaio

Fonte: Carabinieri Catanzaro

Al momento non si conoscono ancora i nomi dei protagonisti della vicenda; sappiamo solo che un quarantanovenne E.N. avrebbe ucciso, soffocandola, la moglie in camera da letto, nella loro abitazione nel borgo di Motta Santa Lucia, in provincia di Catanzaro.

Dopo il femminicidio l’uomo, un operaio, avrebbe confidato tutto al datore di lavoro, e in seguito a questa confessione la Procura di Lamezia Terme ha emesso un provvedimento di fermo nei suoi confronti.

2. Simona Michelangeli, 18 gennaio

Fonte: leggo

La quarantunenne Simona Michelangeli è stata trovata senza vita nella sua abitazione in zona Marconi a Roma, nei pressi del Ponte di Ferro, tra i quartieri Ostiense e Gianicolese.‍ Ad allertare i soccorsi il suo convivente, il cui racconto non ha però convinto gli inquirenti. I lividi sospetti segnalati dai medici sul corpo della vittima, e una precedente denuncia per maltrattamenti di Michelangeli hanno spinto la polizia del commissariato di San Paolo ad arrestare l’uomo il 26 gennaio, su ordine del Gip, che ha disposto la misura restrittiva in carcere su richiesta della locale Procura della Repubblica.‍

3. Rosa Alfieri, 1° febbraio

Fonte: Il Fatto Quotidiano

La ventritreenne è stata trovata morta nel tardo pomeriggio in un condominio di Grumo Nevano, in provincia di Napoli.‍ A trovare il corpo di Rosa Alfieri suo padre, un imprenditore locale.

Alfieri aveva da poco terminato il turno nel tabacchino del fidanzato in cui era impiegata, ma mentre rincasava è stata attirata con un pretesto nell’appartamento di Elpidio D’Ambra, che si era trasferito da circa un paio di settimane in una delle abitazioni di proprietà del padre della ragazza.

Allertati non vedendo Rosa Alfieri fare ritorno a casa, i parenti si sono messi sulle sue tracce, chiamando anche quel vicino che, tuttavia, ha negato di averla vista e si è allontanato da casa, consegnando le chiavi dell’appartamento a un parente che, giunto sul posto, ha aperto la porta con i familiari della vittima, trovandola, riversa sul pavimento del bagno.

Probabilmente Rosa Alfieri si è difesa da un tentativo di stupro, e D’Ambra l’ha strangolata.

L’uomo è stato ritrovato il 2 febbraio all’ospedale San Paolo, nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, dove si era recato per un malore occorsogli durante la fuga. Arrestato, ha confessato il femminicidio.

4. Daniela Cadeddu, 5 febbraio

Fonte: Fanpage

La cinquantunenne è stata uccisa dal marito Giorgio Meneghel, 53 anni, all’interno della loro abitiazione a a Zeddiani, in provincia di Oristano.‍

È stato lo stesso femminicida a telefonare ai carabinieri, spiegando di aver ucciso la compagna. Dopo la confessione l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere per omicidio volontario.‍

5. Anna Borsa, 1° marzo

Fonte: Cronache della Campania

La trentenne è stata uccisa all’interno del salone estetico dove lavorava a Pontecagnano Faiano, in provincia di Salerno, dall’ex compagno, il quarantenne Alfredo Erra, che ha sparato con un’arma non regolarmente detenuta. Nell’agguato Erra ha ferito anche altre persone, fra cui l’uomo che riteneva essere il nuovo compagno di Anna Borsa, con cui si era lasciato da circa 8 mesi.

Erra ha poi rivolto l’arma contro se stesso, senza riuscire nel suo intento; ferito e cosciente, con un proiettile conficcato nel cranio, è fuggito a bordo dell’auto con cui era arrivato, ed è stato bloccato solo nelle ore seguenti, mentre vagava in stato confusionale nell’area di servizio di San Mango Piemonte, sull’autostrada A2. È stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e sottoposto a un intervento chirurgico.

È accusato di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, tentato omicidio di altre due persone nel locale e porto abusivo d’arma da fuoco.‍

6. Vincenza Ribecco, 8 marzo

Fonte: Quotidiano del Sud

La sessantenne è stata trovata senza vita nella casa dove risiedeva a San Leonardo, frazione del comune di Cutro in provincia di Crotone.‍

A scoprire il corpo, riverso sul pavimento della casa, uno dei figli non conviventi della donna, che ha poi allertato i soccorsi, i quali hanno rilevato un colpo d’arma da fuoco nel petto.

Nelle ore seguenti i Carabinieri hanno interrogato Alfonso Diletto, ex marito della vittima, poi sottoposto a fermo di indiziato di delitto con le accuse di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, e porto d’arma abusivo.

Secondo le prime ricostruzioni l’uomo avrebbe raggiunto Vincenza Ribecco nel tardo pomeriggio per discutere di alcune questioni relative alla separazione, avvenuta un anno prima, e dopo un diverbio sarebbe partito un colpo accidentale dalla pistola che Diletto si era portato con sé.

La versione dell’incidente non avrebbe però convinto gli inquirenti, messi in allarme anche dalle parole del medico che seguiva Ribecco, il quale ha affermato che la sua paziente manifestava stati d’ansia dovuti proprio alla persecuzione che l’ex marito avrebbe portato avanti nei suoi confronti.

 

7. Anastasiia Bondarenko, 10 marzo

Fonte: Today.it

La ventritreenne è morta dopo che un incendio è scoppiato nell’abitazione in cui risiedeva a Napoli. Originaria dell’Ucraina, Bondarenko si era trasferita a settembre in Italia in cerca di lavoro, per poi tornare nel suo Paese e scappare allo scoppio della guerra, portando in Italia anche la figlia di 5 anni, con cui si era stabilita in un alloggio del rione di Borgo Sant’Antonio Abate, nel quartiere di San Lorenzo, a pochi passi dall’Orto Botanico di Napoli. La ragazza condivideva l’appartamento con altri inquilini, tra cui un connazionale Dmytro Trembach.

Proprio l’uomo è stato accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi: avrebbe cercato di sviare le indagini indirizzandole su un connazionale, tentando addirittura una fuga, ma i Carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato ad Acerra. Per la polizia Trembach avrebbe picchiato la giovane fino a ucciderla, poi avrebbe appiccato l’incendio intenzionalmente per depistare le indagini. Secondo le ricostruzioni i due avrebbero avuto una relazione, ma Bondarenko avrebbe poi manifestato l’intenzione di chiudere.

A incastrare il ventiseienne anche i messaggi inviati alla madre di Anastasiia Bondarenko, nei quali avrebbe confessato il delitto.‍ Il 22 marzo il Gip del Tribunale di Nola ha convalidato la custodia cautelare in carcere nei confronti di Trembach.

8. Naima Zahir, 12 marzo

Fonte: Quotidiano del Sud
Fonte: Repubblica Palermo

La donna di 45 anni è stata trovata morta nell’abitazione dove risiedeva nel quartiere di Santa Mara Vecchia, a Lentini, comune della provincia di Siracusa. Originaria di Casablanca, era sposata da circa 25 anni con un tappezziere del posto, Massimo Cannone, 45 anni. Con loro conviveva anche il figlio di 19 anni.‍

A chiamare i soccorsi un parente della coppia, avvertito dallo stesso Cannone che gli aveva riferito di aver trovato Zahir senza vita nell’abitazione; l’uomo avrebbe prima parlato di incidente, poi di suicidio e, seppur indagato, dopo 24 ore è stato rilasciato a piede libero e si è presentato in tv per un’intervista per il programma di Rai 2 Ore 14, dove ha fornito la propria ricostruzuione dei fatti, spiegando di aver trovato la coniuge esanime sul letto con un coltello conficcato in gola.

Questa versione non ha tuttavia convinto gli inquirenti, che il giorno dopo, il 15 marzo, lo hanno condotto in commissariato per essere sottoposto a un nuovo interrogatorio, dove ha reso infine una piena confessione davanti al magistrato.

 

9. Carol Maltesi, 20 marzo

Fonte: adkronos

Il cadavere della venticinquenne Carol Maltesi è stato rinvenuto, smembrato in più parti,  a Borno, comune della Val Camonica in provincia di Brescia.‍ È stato riconosciuto solo grazie ai tatuaggi che la ragazza aveva.

Era madre di un bimbo di 5 anni che però viveva a Verona col padre. A scoprire i suoi resti un sessantenne che, passeggiando, ha notato la presenza di quattro sacchi neri gettati in un dirupo nella frazione di Paline, accanto alla strada che conduce da Borno alla Val di Scalve. Aprendone uno, l’uomo ha trovato resti umani, e ha subito allertato i Carabinieri.

Nella giornata del 28 marzo un uomo si è presentato di sua spontanea volontà alla stazione dei Carabinieri per fornire informazioni relative alla scomparsa di Maltesi, contraddicendosi durante il racconto, al punto che i militari lo hanno riconvocato in caserma la sera stessa.

Durante il nuovo colloquio Davide Fontana, conoscente e vicino di casa di Carol, ha confessato il delitto. Nei suoi confronti è stato emesso il decreto di fermo per omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere.

10. Viviana Micheluzzi, 29 marzo

Fonte: adkronos
Fonte: TrentoToday

Viviana Micheluzzi, 50 anni, e suo marito Mauro Moser, 56 anni, sono stati trovati morti nel corso del pomeriggio a Castello-Molina di Fiemme, comune sparso della Val di Fiemme in provincia di Trento.‍ A fare la scoperta due dei tre figli della coppia, ricoverati poi in stato di shock all’ospedale di Cavalese.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe ucciso la moglie a colpi di pistola, prima di togliersi la vita utilizzando la stessa arma da fuoco. Il cinquantaseienne avrebbe acquistato la pistola proprio in mattinata, poche ore prima del delitto, in un’armeria di Ora, un comune della provincia di Bolzano.

11. Romina Vento, 19 aprile

Fonte: Il Messaggero

Il corpo della quarantaquattrnne è stato ritrovato a Fara Gera d’Adda, nelle acque del fiume Adda passante nelle vicinanze dove l’auto su cui viaggiava si è inabissata. Sulle prime l’ipotesi è risultata essere quella dell’incidente: mentre Vento è morta per annegamento, il marito, Carlo Fumagalli, è risultato disperso per tre ore e in seguito rintracciato mentre vagaga nel territorio di Vaprio d’Adda.

Grazie alle ricostruzioni degli inquirenti si è profilata, più avanti, un’altra ipotesi, secondo cui Fumagalli avrebbe inscenato l’incidente con il preciso intento di uccidere la compagna; alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito alcune urla provenire dall’abitacolo dell’auto poco prima che questa si inabissasse nelle acque dell’Adda.

Il quarantanovenne sarebbe inoltre stato visto nuotare per poi scomparire nella fitta vegetazione, senza provare a salvare la compagna. Dopo l’interrogatorio cui è stato sottoposto è stato fermato e condotto in carcere, con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

 

12. Angela Avitabile, 22 aprile

Fonte: NewtQuotidiano

La sessantaduenne è stata uccisa dal marito, coetaneo, Raffaele Fogliamanzillo nella casa della figlia, a Rimini, dove si trovavano per occuparsi dei nipotini (che per fortuna non avrebbero assistito al femminicidio). Sposati da circa 40 anni, negli ultimi tempi Avitabile si era rivolta più volte ai carabinieri per denunciare gli atteggiamenti violenti del marito.

Fogliamanzillo si è presentato di sua spontanea volontà alla Questura di Rimini ammettendo di aver ucciso la moglie a coltellate. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato di per omicidio volontario aggravato dall’aver commesso il fatto ai danni della moglie.

13. Sonia Solinas, 26 aprile

Fonte: Today

La quarantanovenne è stata trovata morta nella sua abitazione a Dormelletto, comune sulla riviera piemontese del Lago Maggiore, in provincia di Novara.‍ A scoprire il corpo la madre, avvertita dal datore di lavoro, insospettitosi perché non riusciva a mettersi in contatto con Solinas.

Gli inquirenti sono subito partiti con le ricerche del convivente della donna, Filippo Ferrari, resosi irreperibile. Il cadavere dell’uomo è stato trovato poco dopo a San Bernardino Verbano, sotto il ponte Casletto nella frazione di Rovegro, da alcuni operai del canale dell’Enel.

Secondo le ricostruzioni Ferrari avrebbe ucciso la compagna, con cui conviveva da 15 anni, e poi sarebbe uscito da casa con l’intenzione di suicidarsi.

 

14. Romina De Cesare, 3 maggio

Fonte: Facebook @Romina De Cesare

La trentaseienne è stata ritrovata senza vita nella sua casa in via Plebiscito, nel centro di Frosinone, uccisa con dieci coltellate all’addome.

I sospetti si sono concentrati subito su P.I., ex compagno della donna, ritrovato in stato confusionale dai carabinieri sulla spiaggia di Sabaudia, con tracce che lo collegherebbero a De Cesare. Piantonato all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, è in stato di fermo in attesa di essere interrogato dagli inquirenti.

A dare l’allarme l’attuale compagno di Romina De Cesare, una guardia giurata che da diverse ore non riusciva a mettersi in contatto con la fidanzata.

15. Stefania Pivetta, 4 maggio

Fonte: Fanpage

La cinquantaseienne è stata uccisa assieme a sua figlia, Giulia Maja, di 16 anni, dal marito e padre Alessandro Maja. Sono state ritrovate nella loro abitazione di Samarate, in provincia di Varese, dai soccorsi allertati dia vicini di casa che hanno sentito delle forti urla provenire dall’appartamento.

Giunti sul posto, hanno trovato Maja ferito ma ancora vivo, così come l’altro figlio Nicolò, di 23 anni.

Le vittime sarebbero state sorprese nel sonno e colpite a martellate, poi l’uomo avrebbe provato a togliersi la vita dandosi fuoco. Adesso è accusato di duplice omicidio.

 

16. Giulia Maja, 4 maggio

La sedicenne è stata uccisa assieme alla madre, Stefania Pivetta, dal padre, Alessandro Maja, che ha ferito gravemente anche il fratello maggiore e ha poi tentato di darsi fuoco.

17. Noelia Rodriguez, 19 maggio

Fonte: Repubblica Bologna

La quarantaseienee peruviana è stata uccisa nel primo pomeriggioall’interno di un’abitazione dell’ex quartiere popolare “Ina Casa” di Rimini, dove si trovava per far visita ad alcuni parenti connazionali.

A ucciderla l’ex compagno Maximo Aldana De La Cruz, 54 anni, che ha ferito anche la figlia ventisettenne, intervenuta per difendere la vittima.

I poliziotti intervenuti dopo la chiamata di una delle persone presenti in casa hanno sottoposto a fermo De La Cruz, con l’accusa di omicidio volontario.

Articolo originale pubblicato il 3 Marzo 2022

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