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Natalie Portman rifiuta il Nobel d'Israele per protesta

L'attrice statunitense Natalie Portman ha fatto sapere che non andrà in Israele, a giugno, a ritirare il Premio Genesis che viene definito anche il Nobel d’Israele: in molti hanno visto la scelta dell’attrice come una protesta verso Israele.
Natalie Portman rifiuta il Nobel d'Israele per protesta

L’attrice Natalie Portman ha deciso di non partecipare alla cerimonia di giugno per ritirare il Premio Genesis, il “Nobel ebraico” recentemente assegnatole. L’attrice infatti è nata in Israele e cresciuta negli USA (ha la doppia cittadinanza) e sarebbe stata la prima donna che avrebbe avuto l’onore di ricevere il Genesis Prize. Il gesto è simbolo di una protesta della donna contro le violenze in Israele, probabilmente fa riferimento alla reazione decisa da Israele alla mobilitazione di Hamas al confine di Gaza: in quell’occasione decine di palestinesi sono stati uccisi dall’esercito israeliano mentre provavano a oltrepassare o soltanto ad avvicinarsi alla recinzione.

Un portavoce dell’attrice sulla questione si è limitato a chiarire che “La sig.ra Portman è molto addolorata per le cose successe in Israele e non si sente a suo agio a partecipare ad alcun evento nel Paese” tanto da convincerla a rinunciare a un viaggio nel Paese.

L’organizzazione del premio attraverso un comunicato sostiene, a proposito della già avvenuta cancellazione della cerimonia, che avrebbe dovuto tenersi a giugno, ha scritto: “La signorina Portman è un attrice molto esperta, impegnata nell’attivismo sociale e semplicemente una persona meravigliosa. Lo staff della Fondazione è stata felice di conoscerla negli ultimi sei mesi e di poter ammirare la sua umanità, e rispetta il suo diritto di essere in disaccordo pubblicamente con le politiche del governo israeliano. Tuttavia, siamo molto rattristati dal fatto che abbia deciso di non partecipare alla cerimonia per il Premio Genesis a Gerusalemme per motivi politici. Temiamo che la decisione della signora Portman farà sì che la nostra iniziativa filantropica venga politicizzata, cosa che negli ultimi cinque anni abbiamo sempre cercato di evitare.”

Più duro invece il ministro della Cultura, Miri Regev, che si è scagliato contro l’attrice dicendo che ha ceduto al movimento di boicottaggio d’Israele BDS.

Il premio è stato assegnato lo scorso anno all’architetto e scultore inglese di origine indiana Anish Kapoor, nel 2016 al violinista e direttore d’orchestra israeliano Yitzhak Perlman e nel 2015 all’attore americano Michael Douglas.