
Perché Nicole Kidman ha deciso di diventare una "doula della morte"
La decisione dell'attrice maturata in seguito alla dolorosa scomparsa della madre, Janelle Anne MacNeille, nel 2024.

La decisione dell'attrice maturata in seguito alla dolorosa scomparsa della madre, Janelle Anne MacNeille, nel 2024.

La morte della madre Janelle Anne MacNeille, nel settembre 2024, ha lasciato pesanti segni emotivi nella vita di Nicole Kidman, che proprio dopo questo episodio ha preso una particolare decisione: diventare una “doula” della morte, una figura che accompagna chi sta vivendo gli ultimi momenti della propria vita offrendo sostegno emotivo e umano.
A parlarne è stata proprio l’attrice 58enne nel corso di un incontro all’Università di San Francisco, durante il quale ha spiegato come il lutto per la perdita della madre (mentre il padre, Antony David Kidman, è morto nel 2014), abbia fatto nascere il lei il desiderio di aiutare chi sta affrontando la morte in solitudine.

L’esperienza vissuta fianco a fianco alla madre, ha aggiunto Kidman, le ha fatto capire quanto ci si possa sentire soli in uno dei momenti più complicati della propria vita, anche quando si ha una famiglia; “Mentre mia madre si spegneva, si sentiva sola e c’era un limite a quello che noi potevamo fare”, ha detto.
MacNeille è scomparsa mentre la figlia stava ricevendo la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia; uno dei momenti più alti nella carriera dell’attrice australiana è così legato per sempre a uno dei dolori più forti mai provati nella sua vita. Per questo, Nicole Kidman ha scelto di diventare una doula, una figura che generalmente si accompagna ai percorsi di maternità, il cui significato, dal greco antico “δούλα”, è quello di “serva”.
Come la doula affidata alle future mamme non intende sostituirsi a ostetriche o medici, ma semplicemente rappresentare una figura di supporto emotivo e psicologico per le partorienti, così le doule della morte accompagna la persona nel fine vita, aiutandola a soddisfare i propri desideri negli ultimi giorni della sua esistenza, prestando ascolto e sostegno. Può capitare che si occupi anche dei familiari, per dare loro supporto emotivo e assistenza nelle incombenze pratiche che caratterizzano malattie e lutti.

Per rendere il distacco meno traumatico la doula prepara lo spazio attorno alla persona con fotografie, oggetti a lei cari, luci soffuse e musica che contribuiscono a creare un’atmosfera rassicurante e far percepire al malato o alla malata l’idea di casa anche quando in realtà si trova in un ospedale o in una struttura.
Mentre in Italia stanno nascendo da poco i primi corsi di formazione dedicati, negli USA e nel Regno Unito quello della doula della morte è un ruolo già riconosciuto da tempo.

Giornalista, rockettara, animalista, book addicted, vivo il "qui e ora" come il Wing Chun mi insegna, scrivo da quando ho memoria, amo Barcellona e la Union Jack.
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