Sonia Bottacchiari e i figli ritrovati. "Ma non intendono far sapere dove si trovano"

La donna e i figli scomparsi dallo scorso 20 aprile sono stati ritrovati, ma non intendono far sapere dove si trovano "per timori".

*** Aggiornamento del 14 maggio 2026 ***

Stanno bene, ma non vogliono far sapere dove si trovano; Sonia Bottacchiari e i figli di 14 e 16 anni sono stati ritrovati sani e salvi nelle scorse ore, come comunicato dalla procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, che ha spiegato che i tre si trovano “in un contesto di adeguate situazioni alloggiative e, in generale, di vita”.

“Non si intendono rendere pubblici ulteriori particolari – hanno fatto sapere dalla Procura – in quanto la donna ha manifestato timori e preoccupazioni ove venisse scoperto il luogo ove si è rifugiata, esplicitando, ove ciò avvenisse, l’intenzione di rendersi nuovamente irreperibile”.

Bottacchiari e i figli erano scomparsi dal 20 aprile scorso, come riportato nell’articolo originale che segue.

*** Articolo originale del 12 maggio 2026 ***

Di Sonia Bottacchiari e dei due figli di 14 e 16 anni, Joshua e Nishanta Groppi, si sono perse le tracce lo scorso 20 aprile; da quando, cioè, la 49enne è partita con i ragazzi e i quattro cani a bordo della sua Chevrolet grigia da Castell’Arquato, nel piacentino, alla volta del Friuli Venezia Giulia per quella che sarebbe dovuta essere una vacanza.

Da allora, cellulari spenti e nessuna notizia di loro; l’auto è stata ritrovata, intatta e chiusa, il 6 maggio a Tarcento, quasi al confine con la Slovenia, ma di loro, che sarebbero dovuti rientrare il 24 aprile, nessuna traccia.

Con il passare dei giorni si sono aggiunte nuove informazioni al complesso quadro investigativo a cui stanno lavorando, in sinergia, le forze dell’ordine di Castell’Arquato, quelle friulane, slovene e la Prefettura di Udine: innanzitutto, si è scoperto che Bottacchiari si è licenziata è si è fatta liquidare tutte le spettanze dall’azienda per cui lavorava pochi giorni prima di partire. Poi è venuto fuori che il campeggio presso cui la donna ha detto che avrebbe alloggiato con i figli non ha mai ricevuto alcuna prenotazione a suo nome.

Dettagli che indurrebbero a pensare a un allontanamento volontario già programmato e pianificato da tempo, a cui poche ore si è aggiunto un ulteriore elemento che fa temere il peggio: sono infatti state trovate due lettere, non datate, all’interno dell’abitazione di Riccardo Bottacchiari, padre di Sonia, già acquisite dagli inquirenti.

In esse, stando alle prime informazioni trapelate, emergerebbe lo stato di “profonda sofferenza” attraversato da Bottacchiari: una sarebbe indirizzata ai figli, l’altra invece conterrebbe riflessioni sulla propria vita.

La procuratrice Grazia Pradella parla di “situazione poco chiara” e di indagini “difficili”, anche per l’impossibilità di stabilire il momento esatto in cui le lettere sono state scritte; senza contare che la Procura ne sta verificando autenticità, provenienza e contenuto.

Nel frattempo l’Associazione Penelope Fvg ha diffuso l’ennesimo appello, mostrando le foto dei quattro cani portati da Sonia Bottacchiari lo scorso 20 aprile in quello che doveva essere un normale viaggio di famiglia.

Prima ancora era stato il padre di Nishanta e Joshua, ex marito di Sonia Bottacchiari, Yuri Groppi, a condividere un appello sui social.

Fonte: Facebook @Associazione Penelope Onlus

Nel frattempo la Prefettura friulana ha deciso di prorogare le operazioni di ricerca almeno per un’altra settimana, ampliando ulteriormente il raggio d’azione di altri 20 km e rafforzando il personale. Saranno impiegate anche unità cinofile per la ricerca di persone vive e squadre addestrate al ritrovamento di cadaveri. Al momento, fa sapere il prefetto di Udine, Domenico Leone, “Non viene esclusa alcuna ipotesi”.

Al momento la Procura di Piacenza sta procedendo per sottrazione di minori, reato che prevede una pena da uno a tre anni, ma non è escluso che il capo di imputazione potrebbe tramutarsi in sequestro di persona. Gli inquirenti potrebbero analizzare tutti i dispositivi elettronici della donna andando a ritroso fino a due anni fa, in modo da ricostruire contatti, comunicazioni e movimenti, alla ricerca di indizi che possano far capire anche se la 49enne è stata aiutata da qualcuno nell’organizzazione della scomparsa.

“Non so cosa è successo, ma se avete fatto una cosa fuori dalla vostra portata, non avete fatto la cosa giusta, le cose si mettono a posto, non succede niente di grave – ha detto nei giorni scorsi Yuri Groppi – L’importante è che vi facciate sentire, per tranquillizzare non solo me, ma tutta la gente attorno”.

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