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Chiude la moglie in casa per 24 ore perché lei lo tradisce: condannato

Per gelosia non le avrebbe consentito di uscire di casa al punto che, in quell'occasione, fu necessario l'intervento dei militari della sezione di Pg della Guardia di Finanza della Procura di Marsala, allertati da due amiche della donna.

È stato condannato a dieci mesi di reclusione un poliziotto – Luigi Nesta di 43 anni, originario di Corato (Bari) – in servizio al commissariato di Marsala (Trapani) che aveva chiuso la moglie “infedele” in casa: a deciderlo è stato il giudice monocratico Matteo Giacalone; il pm Niccolò Volpe, invece, aveva chiesto due anni nel corso della requisitoria. L’accusa era di sequestro di persona e violenza privata in danno della moglie: con il poliziotto, per gli stessi reati, sono stati condannati, oltre che per lesioni personali, anche i suoi suoceri, Giovan Battista Ingianni di 72 anni e Anna Renda di 67. Cinque mesi, per lesioni, al cugino della moglie del poliziotto, Giuseppe Di Girolamo di 57 anni. Quest’ultimi tre sono accusati persino di aver picchiato l’amante della moglie del poliziotto in una via del centro di Marsala, come riportato dal Giornale di Sicilia. Tutte le pene, comunque, sono state sospese.

Secondo l’accusa, dunque, il poliziotto avrebbe rinchiuso la moglie in casa per circa 24 ore. Aveva paura che la stessa fuggisse via con l’uomo con il quale aveva intrapreso una relazione extraconiugale. Per gelosia, in altre parole, non le avrebbe consentito di uscire al punto che in quell’occasione fu necessario l’intervento dei militari della sezione di Pg della Guardia di Finanza della Procura di Marsala, allertati da due amiche della donna.

La moglie del poliziotto, infatti, era riuscita a contattare due sue amiche, alle quali aveva inviato di nascosto un messaggio, grazie ad un secondo cellulare che teneva in casa (e di cui il marito probabilmente ignorava l’esistenza). Il primo telefono le sarebbe stato sottratto. La violenza privata, invece, è stata ipotizzata poiché la moglie sarebbe stata costretta a recarsi da un notaio per firmare una procura speciale a favore del cugino allo scopo di cedere al marito la sua quota di proprietà dell’appartamento in cui vivevano in città.

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