diredonna network
logo
Stai leggendo: Jaycee, la bimba prigioniera rapita e violentata per 18 anni: ecco com’è diventata 7 anni dopo

Jaycee, la bimba prigioniera rapita e violentata per 18 anni: ecco com'è diventata 7 anni dopo

Jaycee Dugard aveva solo 11 anni quando venne rapita da una coppia di pedofili. Segregata per 18 ha vissuto l'inferno e ne è uscita viva. Oggi lancia un messaggio di speranza e svela come ha trovato la luce oltre l'orrore.
Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Sono passati 7 anni da quando Jaycee Dugard è riuscita a scappare dal suo carceriere. La sua storia aveva sconvolto il mondo intero: rapita a soli 11 anni, è rimasta prigioniera di un pedofilo che l’ha rapita, segregata e violentata per 18 lunghi anni durante i quali Jaycee ha anche dato alla luce due bambini.

Una storia terribile la sua, che Jaycee oggi 36enne, ha voluto raccontare in un libro e in un’intervista esclusiva in cui ha ripercorso i soprusi subiti, la detenzione e le violenze, ma soprattutto il miracolo della vita che l’ha raggiunta persino lì, in quel luogo buio e desolato in cui era rinchiusa.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

La donna infatti ha avuto due figli nati nella prigione che Phillip Garrido e sua moglie Nancy avevano creato per lei. Come superare tanto orrore senza guardarsi più indietro? Jaycee l’ha spiegato in “Freedom: My Book of Firsts” e nell’intervista in cui ha svelato come si è aggrappata alla vita in quei momenti terribili e come le sue bambine di 11 e 15 anni, sono riuscite a restituirle il sorriso. Lei infatti non si è arresa e, liberata dopo 18 anni di sofferenze, ha ripreso a sorridere e a vivere con coraggio, riassaporando e scoprendo tutto ciò che prima le era stato negato dai suoi carcerieri. Un ritorno alla vita che è stata una rinascita coraggiosa nonostante tutto e tutti, nonostante un passato che l’ha segnata per sempre e che probabilmente non la lascerà mai.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Era il 1991 quando la piccola Jaycee, a soli 11 anni, venne rapita mentre andava a scuola ad Antioch in California. Qualcuno le sparò con una pistola ad aria compressa e lei, confusa e intontita, venne caricata su un’auto da un uomo e una donna. Loro erano Phillip Garrido e sua moglie Nancy, coloro che per 18 lunghi anni sarebbero stati i suoi aguzzini. Da allora Jaycee Dugard diventerà la schiava della coppia, rimanendo prigioniera nel cortile della loro abitazione dove verrà violentata quotidianamente, sottoposta a soprusi e deliri religiosi, ma anche dove partorirà le sue due figlie, oggi adolescenti.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Garrido, conosciuto alla polizia per via dei disturbi mentali e precedenti penali per violenza carnale, venne arrestato dopo che, in un delirio di onnipotenza, si presentò alla stazione di polizia per un controllo portando quella che ormai nella sua mente malata considerava la “sua famiglia”: Jaycee Dugard, terribilmente impaurita, alla fine trovò il coraggio di raccontare tutto alla sua polizia ponendo finalmente fine a quell’incubo terribile.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Anni dopo Jaycee è una donna libera che a poco a poco sta riscoprendo e assaporando tutto ciò che in questi 18 anni le è stato negato. Fra le mura di casa Garrido, Jaycee è diventata prima adolescente poi donna senza mai conoscere nulla della realtà che la circondava e ora tutto per lei è una scoperta, una magnifica prima volta: il primo sorso di vino, la sua prima volta al volante di un’auto e i primi pensieri su un possibile amore.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Oggi Jaycee Dugard è impegnata a favore di campagne contro l’abuso sui minori, anche attraverso diverse associazioni, ma soprattutto non si è stancata di raccontare la sua storia e di trovare, ancora una volta, la luce infondo al buio più profondo.

Jaycee Dugard rapita per 18 anni com'è oggi
Fonte: Web

Durante la sua intervista ha spiegato:

È così bello sapere che posso affrontare qualsiasi cosa nella vita, perché ho passato già il peggior tipo di inferno e sono sopravvissuta. […] Ho ricostruito la mia vita. Piccoli momenti. Un giorno alla volta, ma ci sono riuscita.”