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ATM "censura" la pubblicità contro l'ora di religione. Gli atei: "È discriminazione"

L'UAAR che rappresenta gli atei in Italia si è scagliata contro l'ATM - azienda dei trasporti di Milano colpevole di non aver accettato nei propri mezzi la campagna contro l'ora di religione: ecco cosa è successo.
ATM "censura" la pubblicità contro l'ora di religione. Gli atei: "È discriminazione"

In questi mesi è tempo per le famiglie di procedere con le iscrizioni a scuola per i figli e così l’UAAR – Unione Atei Agonistici e Razionalisti ha pensato ad una campagna pubblicitaria per convincere i genitori a rifiutare l’insegnamento della religione cattolica (che in Italia è facoltativa), lasciando che i figli affrontino in epoca più adulta i temi della fede.

La pubblicità interessava molte grandi città italiane tra cui Milano dove erano previsti delle affissioni stradali e nei mezzi di trasporto come bus, tram e metropolitana. L’associazione si è vista respinta la richiesta da Igp, la concessionaria che cura la pubblicità, su volere della stessa direzione dell’azienda di trasporti. Lo slogan della campagna è “Posso scegliere da grande?” e il manifesto incriminato prevedeva il volto di un bambino con un testo dove gli Atei cercavano di persuadere i genitori milanesi a evitare l’ora di religione come si può vedere nella foto dell’articolo.

Gli atei hanno subito urlato alla censura della campagna da parte di Atm che attraverso un comunicato diffuso nel sito ha spiegato che non si tratta di discriminazione ma semplicemente la campagna non rispetta il regolamento aziendale. ATM spiega puntualmente il rifiuto della campagna dicendo: “(…) ATM intende chiarire che non vi è alcuna preclusione o discriminazione nei confronti dell’associazione, tanto che ATM non ha mai ricevuto la richiesta di pubblicazione dalla campagna pubblicitaria in questione. Il regolamento interno di ATM prevede, da diversi anni, il divieto di affiggere campagne pubblicitarie di carattere politico, sindacale, religioso o relative a movimenti di opinione, sui mezzi pubblici in movimento, quindi su tram, bus e metropolitane. L’affissione invece è permessa sugli spazi statici (pensiline, banchine del metrò ecc.). Atm ha accertato che la negazione degli spazi sui treni in metropolitana è stata causata da un errore del concessionario che, inizialmente, aveva offerto spazi che non avrebbe potuto concedere proprio in virtù del nostro regolamento. Il concessionario, in un secondo momento, ha fatto una verifica per spazi statici alternativi ma non ha riscontrato disponibilità per il periodo richiesto. L’associazione dovrà concordare direttamente con il concessionario l’affissione della campagna su spazi statici consentiti, in un periodo in cui c’è disponibilità.”

L’associazione degli atei , attraverso le principali agenzie di stampa, però ha accusato ATM: “vi sono dimostrazioni anche recenti che l’argomento religione non è affatto vietato: durante l’ultima visita di Papa Francesco a Milano è stato addirittura stampato un biglietto ATM speciale per l’occasione, e l’immagine del Papa ha campeggiato sugli autobus milanesi, con l’invito a partecipare alla messa”. Nel caso citato dall’UAAR però si promuoveva un evento in città e non una religione.

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