BigMama si laurea: la dedica speciale alle "vittime del cancro" e al suo "angelo"

La cantante avellinese ha discusso la tesi al Politecnico di Milano, senza dimenticare un pensiero per le vittime del cancro che anche lei stessa ha affrontato a soli 23 anni.

BigMama, al secolo Marianna Mammone, dopo Sanremo, il palco dell’ONU e un anno pieno di impegni tra musica e attivismo ha raggiunto un altro traguardo prestigioso, laureandosi in Urbanistica al Politecnico di Milano; la 26enne cantante originaria di San Michele di Serino, in provincia di Avellino, lo ha annunciato sui social con una simpatica caption: “Chiamami dottoressa”.

La sua tesi affrontava un argomento estremamente delicato, con il titolo di Metastasi della città. Salute, ambiente e pianificazione urbana. Una ricerca che parte dall’Irpinia; ma è stata soprattutto la dedica scritta in fondo alla tesi ad aver toccato davvero tutti. “A tutte le vittime del cancro, a chi ne custodisce la memoria tra le pagine già scritte, a chi continua a scriverle, riga dopo riga e a chi ha dovuto affidare l’ultimo capitolo al silenzio”.

E ancora: “A Michele, il mio angelo, il mio dottore, il mio secondo papà; grazie per aver curato il capitolo più delicato della mia vita, permettendomi di scriverne ancora”-

Mammone ha scelto di raccontare pubblicamente il percorso affrontato dopo la diagnosi di tumore ricevuta a soli 23 anni. Per circa un anno aveva convissuto con sintomi sempre più debilitanti, tra cui linfonodi ingrossati, forti dolori al petto e frequenti attacchi di panico. Solo dopo numerosi accertamenti è arrivata la diagnosi: linfoma di Hodgkin, una forma di tumore che colpisce il sistema linfatico.

Nonostante fosse impegnata nei primi sei cicli di chemioterapia, come ha raccontato nel podcast One More Time, la cantante non ha rinunciato ai suoi sogni. Ha raggiunto Milano per firmare il suo primo contratto discografico, con un obiettivo ben preciso: tornare il prima possibile in sala di registrazione.

In diverse interviste Mammone ha spiegato di non essersi mai lasciata sopraffare dalla paura della morte, scegliendo invece di concentrare tutte le sue energie sulla guarigione e sul futuro. La malattia, ha raccontato, è stata anche l’occasione per ricostruire rapporti importanti sul piano personale. “Ho fatto pace con i miei genitori. Mio padre si è aperto molto con me e ho avuto finalmente la possibilità di conoscerlo davvero”, ha dichiarato.

Che cos’è il linfoma di Hodgkin

Il linfoma di Hodgkin, tornato recentemente di attualità dopo la rivelazione della diagnosi in gravidanza da parte di Natalia Paragoni, è un tumore che interessa il sistema linfatico, la rete di organi e tessuti coinvolta nella risposta immunitaria dell’organismo. La malattia ha origine dai linfociti B, una particolare categoria di globuli bianchi presenti nel sangue, nei linfonodi, nella milza, nel midollo osseo e in altri organi del sistema linfatico.

Nella maggior parte dei casi il tumore si sviluppa nei linfonodi, strutture fondamentali per la difesa dell’organismo. In condizioni normali, questi piccoli organi aumentano di volume quando il sistema immunitario risponde a infezioni o infiammazioni, favorendo la proliferazione delle cellule deputate a contrastare gli agenti patogeni. Quando questo processo diventa incontrollato, può dare origine al linfoma. La malattia può manifestarsi in qualsiasi sede del corpo in cui sia presente tessuto linfatico.

Il nome della patologia deriva dal medico britannico Thomas Hodgkin, che la descrisse per la prima volta nel 1832. A distinguerla dai linfomi non Hodgkin è la presenza di particolari cellule tumorali, chiamate cellule di Reed-Sternberg e cellule di Hodgkin, considerate il principale segno distintivo della malattia.

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