Carlotta Bertotti, modella e influencer di 23 anni, è stata la protagonista della puntata di martedì 18 aprile de Le Iene su ItaliaUno, in cui ha parlato delle unicità di ogni persona e di come possiamo imparare ad apprezzarle.

Bertotti è nata con un nevo di Ota, di colore grigio/bluastro, che le copre metà del viso: questa “macchia” è un melanoma oculare congenito che si presenta come una lesione pigmentata cutanea di natura benigna nella zona circostante l’occhio, come riporta Orpha.net.

Nel suo monologo a Le Iene Carlotta Bertotti ha spiegato che è nata con un puntino nell’occhio, e che all’inizio pensavano si trattasse di un trauma da parto. “Invece era un qualcosa destinato a crescere con me e a segnare per tutta la mia vita il mio volto”, ha detto la modella.

La modella, fin da piccola, nascondeva col trucco la sua voglia e passava “ore” in bagno per cercare di coprirla, intimorita dai commenti taglienti degli altri bambini.

Bertotti ha confidato che ha nascosto il suo nevo di Ota con il trucco per 18 anni e che usava anche lenti a contatto speciali, per evitare gli sguardi e le domande, e per cercare di assomigliare a tutti gli altri, quando in realtà aveva solo “smesso di assomigliare a me”.

La modella aveva innalzato attorno a lei un vero e proprio muro: le uniche persone che potevano vedere la “vera lei” erano i suoi famigliari e lei stessa, che guardandosi allo specchio vedeva solo “un fenomeno da baraccone, una persona sbagliata”.

L’influencer ha poi raccontato che un giorno d’estate, in spiaggia, quando aveva 18 anni, ha “detto basta” e senza dire niente si è tolta il trucco e ha chiesto ai suoi amici se notassero qualcosa di strano. “Niente. Silenzio. Una liberazione”, ha dichiarato Bertotti. “Per diciotto anni avevo nascosto il mio aspetto… Oggi invece ho capito che non mi devo nascondere, che posso usare la mia unicità per aiutare gli altri a esprimere loro stessi”.

La modella ha ammesso che sentirsi diversi può fare male e “fa paura”, ma ha anche sottolineato che sono proprio le differenze e le unicità di ogni persona a rendere speciale ognuno di noi. “Quindi se ti fissano, lasciali fissare”, ha concluso Carlotta Bertotti con un sorriso.

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