A livello professionale Francesca Fialdini può certamente essere soddisfatta della sua carriera, che la vede al momento alla guida ogni domenica pomeriggio su Rai1 di Da noi a ruota libera. La conduttrice è però da tempo una delle risorse più importanti della Rai, che punta spesso su di lei per diversi progetti, anche se quello che l’ha appassionata maggiormente è stato di sicuro Fame d’amore, format in cui lei dà la voce ai ragazzi che sono in lotta contro i disturbi alimentari.

Solo ora, però, lei ha trovato il coraggio di raccontare di alcuni momenti complessi vissuti nel suo ambiente lavorativo, che l’hanno messa non poco in difficoltà: è stata vittima di molestie, che lei ha respinto con decisione.

Queste situazioni hanno certamente messo la conduttrice a disagio, ma lei desiderava innanzitutto essere in pace con se stessa, per questo non ha avuto esitazione su come dover agire: “Mi sono ritrovata delle mani addosso che ho immediatamente tolto dal mio corpo: dopo averlo fatto, è capitato che ottenessi più rispetto di prima – ha detto ancora – Sono stata orgogliosa di me stessa, non ho mai avuto paura di dire no in questo senso, e pazienza se avrei rischiato di non prendere dei lavori importanti. Tutte le storie sono diverse: non sono un’eroina, ho semplicemente fatto quello che rispondeva al rispetto della mia persona e della mia coscienza”.
Pur avendo le idee chiare, Francesca Fialdini sapeva bene come questo avrebbe potuto portarla a perdere il lavoro:Il prezzo da pagare lo devi mettere in conto, c’è sempre. Dipende che cosa scegli di essere e, soprattutto, chi vuoi essere. Ero più giovane e, lì per lì, ho avuto anche paura che potessero esserci delle conseguenze”. La giornalista ha raccontato però di avere avuto il coraggio di parlarne con le persone a lei vicine: “Con una capostruttura che all’epoca lavorava nello stesso programma e che mi è stata di grande sostegno. E, naturalmente, con la mia psicoterapeuta, che mi ha sempre aiutata a guardarmi meglio, e con la mia famiglia che mi diceva: ‘Non preoccuparti, al massimo mangeremo pane e cipolla e vivremo bene lo stesso”.
Oggi la 44enne ama ancora più quello che fa ed è orgogliosa di poter raccogliere i pensieri dei suoi ospiti:Credo di sapere ascoltare e di appassionarmi alle vite degli altri, specie se sfociano nell’autodistruzione. Sono storie in cui non sono previsti salvatori all’infuori di chi le vive in prima persona: non è possibile delegare agli altri la responsabilità del senso della propria vita, bisogna cercaeselo da soli. E questo mi affascina” – ha concluso.

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