Irma Testa fa coming out: "L'atleta è al sicuro, ora posso essere sincera"

La campionessa olimpica di boxe ha deciso di parlare del suo orientamento sessuale: "Farlo nel mondo dello sport ha un valore speciale, perché ai campioni si chiede di essere perfetti. E per molti l’omosessualità è ancora un’imperfezione".

“Le persone che mi stanno vicino lo sanno da anni, ma credo sia giusto, ora, dirlo a tutti. Parlare di orientamento sessuale nel mondo dello sport ha un valore speciale, perché ai campioni si chiede di essere perfetti. E per molti l’omosessualità è ancora un’imperfezione”. Con queste parole Irma Testa, campionessa di pugilato a Tokyo 2020 e prima donna italiana della storia a conquistare una medaglia olimpica in questo sport, ha fatto coming out.

Perché è importante che i calciatori omosessuali facciano coming out

L’atleta non ha mai nascosto la sua omosessualità in famiglia, ma ora ha scelto di raccontarsi in un’intervista a Vanity Fair e di farlo in un momento in cui esporsi, come dice lei, è diventato fondamentale. E se prima anche Irma Testa pugile temeva di intaccare la sua immagine per timore che prima di vedere il suo talento sul ring la gente dicesse “Ah guarda, c’è quella così, invece di dire: che brava!”, dopo la vittoria di Tokyo si sente più protetta:

“La medaglia di Tokyo è diventata il mio scudo: ora che la Irma atleta è al sicuro, la Irma donna può essere sincera. E lo faccio in un momento in cui esporsi è diventato fondamentale. Se io mi sono sentita protetta e al sicuro in questi anni è stato per la corazza che mi porto addosso, per il mio carattere: sono una donna forte di natura. Ma non tutti sono così. Ci sono persone che soffrono per le discriminazioni, che sono vittime di bullismo, che non riescono a costruirsi una vita perché non sanno come relazionarsi con una società che è loro ostile. Ogni essere umano dovrebbe essere protetto e al sicuro. O almeno tutelato. Chi può proteggerti se non lo Stato, le sue istituzioni, le sue leggi? Ci sono ancora troppe persone discriminate e questo non va bene. Non va più bene. Io non posso fare molto, ma posso, dicendo la verità su me stessa, dire anche che nulla è sbagliato”.

Quando la giornalista le fa notare che invece di dire la parola lesbica lei usa “quella così”, Irma Testa risponde: “Non dico che sono lesbica perché nel mio futuro può esserci anche un uomo. Da quando ero ragazzina provo attrazione per le donne, ma qualche volta l’ho provata anche per i maschi. Le etichette è giusto che ci siano: per fare che le cose diventino normali bisogna prima passare dalle etichette. Ma io non le uso perché a me non piacciono”.

Nascondere il suo orientamento non è sempre stato facile e spesso le ha causato molto dispiacere. Quando si trovava a raccontare delle sue relazioni romantiche ha cambiato il genere delle persone che ha amato e questa cosa le ha fatto male: “Questo mi ha dato dispiacere. Per me, ma soprattutto per loro che, leggendo ascoltando le mie parole, potevano sentirsi offese, ferite, invisibili”. A sua madre, invece, Irma Testa lo ha raccontato subito, sin dalla prima volta in cui ha capito di essersi innamorata di una ragazza:

“Pensavo non potesse capire, e invece ha capito. Mi ha detto: se sei felice, per me va bene. Non credo che lei la pensasse così in partenza, a Torre Annunziata, dove è cresciuta lei, e pure io, la mentalità non è aperta, ma penso che abbia allargato i suoi orizzonti per amore mio. E questo suo mettersi in discussione mi commuove”.

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