Libero Rubin Talaban, che sfregiò con l'acido Lucia Annibali: le parole con cui le chiese il perdono

L'uomo che sfregiò con l'acido il volto di Lucia Annibali è ora libero. Rubin Talaban è uscito di prigione con 2 anni di anticipo. "Lucia, perdona il mio gesto indegno e brutale".

Rubin Talaban, 41anni, è ora libero dopo che nell’aprile del 2013 è stato condannato per aver sfregiato con l’acido l’avvocatessa di Pesaro Lucia Annibali, ora 45enne, deturpandole il volto su ordine dell’ex della donna, l’avvocato Luca Varani.

L’uomo, di origini albanesi, è stato condannato in quanto esecutore materiale del gesto, dietro un compenso di 30mila euro. Talaban, insieme a un suo connazionale, Altistin Precetaj, anche lui condannato a 12 anni, ha eseguito l’aggressione commissionata dall’ex della donna, deturpandole il volto. I due hanno aggredito Lucia Annibali con l’acido sul pianerottolo di casa, col favore del buio, mentre rincasava.

L’aggressione è stata commissionata dall’ex di Annibali, Luca Varani, anche lui avvocato, condannato a 20 anni.

Ora, dopo aver scontato 10 anni dei 12 definitivi e sfruttando una norma sui reati commessi da stranieri, Talaban è stato espulso e vive in Albania, come ha riportato Il Messaggero.

Nel 2019, attraverso le pagine de Il Corriere della Sera, Talaban aveva chiesto perdono a Lucia Annibali, un perdono concessogli dalla vittima.

Lucia perdonami. Perdona il mio gesto indegno e brutale e perdona me”, le ha scritto Talaban dal carcere. “Ho provato a essere nei tuoi panni e non posso stare più di qualche secondo nei momenti di dolore e sofferenza causati da me. Che io sia maledetto per sempre (…) Allungami la mano, Lucia, perché non sono un mostro, ma un grande errore. Se mi perdoni, mi aiuti”.

Lucia Annibali, sempre al Corriere, aveva risposto che era pronta a perdonare l’esecutore materiale della sua aggressione, perché il perdono era qualcosa che “serve più a lui che a me”.

Se davvero quello che scrive è verità”, ha aggiunto Annibali, “se davvero oggi è consapevole di quello che ha fatto e non è più la sagoma scura che ho visto dentro casa mia, io lo posso anche perdonare… Deve fare i conti con quello che ha fatto come io convivo ogni giorno con quello che mi ha fatto, perdono o non perdono”.

Nonostante il perdono concesso al suo aggressore, Lucia Annibali ha però sottolineato che non ha alcuna intenzione di vederlo o avere contatti con lui. L’avvocata ha però riflettuto sul fatto che, se il suo aggressore è davvero pentito per ciò che ha fatto, questa può solo essere una buona cosa sia per lui che per la società. “Ogni detenuto recuperato è una garanzia di sicurezza per una società intera”, ha dichiarato.

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