Ai microfoni di Tgcom24 la sorella della testimone di giustizia Rita Atria, Anna Maria Rita Atria, parla della morte della sorella, trovata senza vita a 17 anni sotto il palazzo dove viveva a Roma, il 26 luglio del 1992.

Vorrei sapere cosa è successo davvero a mia sorella”, ha dichiarato Anna Maria Rita Atria a Tgcom24, “Ci dissero che si era suicidata per il dolore causatole dalla morte del magistrato Paolo Borsellino. Ma io non ne sono convinta”.

Rita Atria è conosciuta come “la settima vittima di via d’Amelio”, la strage di stampo terroristico-mafioso avvenuta il 19 luglio 1992 in via d’Amelio a Palermo, il cui obiettivo era il magistrato Paolo Borsellino, che è morto insieme a 5 agenti della sua scorta.

La 17enne Atria, figlia del boss don Vito Atria, ucciso a Partanna nel 1985 in un regolamento di conti, e sorella di Nicola Atria, morto in un agguato nel 1991, dopo la morte di suo fratello ha iniziato a collaborare con la giustizia insieme alla cognata, che ha visto in volto i killer di Nicola Atria. Rita Atria, da allora, ha raccontato ai magistrati tutto quello che sapeva sulla mafia.

A proteggerla c’è sempre stato Paolo Borsellino, che è diventato per lei come un padre e l’ha aiutata a iniziare una vita a Roma sotto falso nome.

L’anno scorso Anna Maria Rita Atria ha presentato, insieme alla co-fondatrice dell’Associazione antimafia Rita Atria, Nadia Furnari, un esposto alla Procura di Roma per chiedere la riapertura delle indagini sulla morte di sua sorella, in quanto “Nessuno ha mai indagato sul serio sull’accaduto”, ha puntualizzato, “e ci sono tante stranezze intorno a questa morte”.

La 17enne è stata trovata morta sotto al palazzo dove viveva, ma non si spiega come abbia fatto a buttarsi dalla finestra, dato che la serranda era semichiusa. Inoltre, nell’appartamento è stato trovato un orologio maschile, ma nessuno lo ha inserito tra i reperti, ha sottolineato Nadia Furnari. “A chi apparteneva? Nel suo sangue è stato trovato un tasso di alcol molto alto, ma Rita non beveva”, ha aggiunto.

Vorrei trovare il fidanzatino di Rita, Gabriele. E anche una istruttrice di nuoto, Ivana. Con loro si confidava. Potrebbero aiutarmi a fare chiarezza”, ha dichiarato Anna Maria Rita Atria a Tgcom24. “Capisco i loro eventuali timori, la mafia fa paura a tutti. Ma dopo trentuno anni credo che sia arrivato il momento di fare luce su questa vicenda”.

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