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L'articolo disgustoso su Claudia Gerini: "Pancia e rotolini: ma che ti sei messa?"

"Il Messaggero" ha lanciato delle critiche disgustose contro l'attrice Claudia Gerini e il suo outfit sfoggiato durante il programma televisivo "Sarà Sanremo". I social prendono le difese della donna accusando la testata di body shaming.

Il body shaming non sembra proprio fermarsi, soprattutto se le vittime sono conduttrici televisive o personaggi dello spettacolo spesso sotto i riflettori. A far parlare ancora una volta di questa triste parentesi sociale – dopo i precedenti commenti offensivi a Vanessa Incontrada circa il suo peso – è un caso che ha visto protagonista l’attrice italiana Claudia Gerini.

La donna ha infatti presentato il programma televisivo Sarà Sanremo, in onda su Rai 1 il 15 dicembre 2017 in prima serata. Cos’ha quindi colpito così tanto i social? No, non il suo carattere, il modo in cui ha condotto il programma o la sua personalità brillante bensì l’outfit total black che indossava. Un look che ha particolarmente attirato l’attenzione della testata Il Messaggero, che senza troppi scrupoli ha espresso una considerazione ben lontana da un semplice commento sugli abiti dell’attrice. Un outfit che “non le rendeva proprio giustizia“, si legge così nelle prime righe dell’articolo, prima di addentrarsi in quelle che sono delle critiche gratuite e per nulla costruttive.

Ma che ti sei messa? Pancia e rotolini in vista alla serata“, è una parte del titolo dello scritto, come se il problema principale non fosse quindi il programma in sé o il suo contenuto ma il look, un look “sbagliato” e che mostrava dei difetti (e qui possiamo dire, quali difetti?!) che la conduttrice non avrebbe mai dovuto far trapelare.

Eppure non ci voleva molto a portare a casa il look della serata: sarebbe bastato un altro modello di pantalone, magari svasato o con le pinces. Errore della costumista? Leggerezza della protagonista? Taglia troppo piccola? Cara Claudia, non te la prendere: tutte abbiamo i nostri difettucci. Magari mascherarli un po’ di più potrebbe essere una scelta azzeccata.

Si legge ancora nell’articolo pubblicato sul Messaggero da Costanza Ignazzi. Inutile commentare dicendo che di difetti dalle fotografie proprio non ne vediamo e, come noi, anche il mondo social è sembrato concordare. Le parole della testata sono infatti state commentate anche dall’opinionista Selvaggia Lucarelli tramite il suo profilo Facebook ufficiale.

Io non so chi tu sia Costanza Ignazzi. Però so una cosa: che in prima serata su Rai 1 ci possono pure stare pancia e rotolini (e per giunta la Gerini era molto carina). Quello che non ci può proprio stare è un articolo così.

Una critica pensante contro l’autrice dell’articolo ma largamente condivisa dal social network di Mark Zuckerberg: numerosi sono stati infatti i messaggi degli utenti in difesa dell’attrice Claudia Gerini, molti dei quali scritti anche sulla pagina Facebook della testata.

Forse un giornalista di una testata nazionale dovrebbe semplicemente prendersi un minuto per riflettere prima di pubblicare un articolo con commenti simili.

Ha qualche kg in più o un look che non le donava, quindi? Che cavolo di articolo è? Bella era bella, spigliata era spigliata ma… Ma cosa? Il suo lavoro l’ha fatto bene e con estrema professionalità. Il resto è fuffa.

Hanno espresso la loro opinione alcuni utenti, commentando con disprezzo il messaggio sbagliato trapelato dallo scritto. E ancora:

Scusate ma non trovo elegante questo genere di titolo. “Pancia e Rotolini” come li chiamate voi, fanno parte del fisico del 70% della popolazione, e non credo sia “corretto” far passare il messaggio che la bellezza non può coincidere con le forme, o peggio, “che ci si debba vestire in funzione dei rotolini“!

Ma come ha risposto, quindi, la testata? Ad aver preso le difese dell’articolo è stata la sua stessa creatrice, Costanza Ignazzi, attraverso un reblog sul suo profilo Twitter.

Un articolo su un look sbagliato è ben diverso da un articolo di body shaming.

Ha commentato così la redattrice del Messaggero, difendendosi dalle accuse social. Articolo sbagliato o no, ciò che è trapelato agli occhi di tutti sono stati commenti forti, inopportuni e davvero fuori luogo.