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Biotestamento, in vigore la legge: ecco come scriverlo

Ecco cosa prevedono in 7 punti le disposizioni anticipate di trattamento con la previsione di poter rinunciare anche all'idratazione e alla nutrizione artificiale: una svolta storica per l'Italia.
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Da oggi è ufficialmente in vigore la legge sul biotestamento, che è stata approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 14 dicembre al termine di un percorso parlamentare turbolento. Ecco cosa prevedono in 7 punti le disposizioni anticipate di trattamento con la previsione di poter rinunciare anche all’idratazione e alla nutrizione artificiale. Il primo pilastro del provvedimento è il consenso informato: nessun trattamento sanitario può essere iniziato senza il consenso libero ed informato del paziente, in forma scritta. Nel caso in cui le condizioni fisiche del cittadino non lo consentano, il consenso può essere espresso in video o con altri dispositivi che lo consentano, come scrive l’agenzia di stampa Agi.

Secondo pilastro è la nutrizione e idratazione artificiale: d’ora in può è previsto il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico. In questo campo rientrano anche nutrizione e idratazione artificiali che, di fatto, essendo considerati trattamenti sanitari a tutti gli effetti, potranno essere rifiutati o sospesi. Terzo pilastro è la sedazione profonda e l’accanimento terapeutico: il medico dovrà adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario, tramite una terapia del dolore e l’erogazione delle cure palliative. Il medico dovrà astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione di trattamenti inutili o sproporzionati. Quarto punto è la responsabilità del medico che deve sempre tenere conto della volontà espressa dal paziente: ne risponderà civilmente e penalmente. Il paziente, dal canto suo, non potrà esigere dal medico trattamenti sanitari contrari alla legge italiana.

Quinto pilastro sono i minori: il consenso informato viene espresso o dai genitori o dal tutore o dall’amministratore di sostegno, tenendo sempre conto della volontà del minore stesso. Sesto punto è la pianificazione condivisa delle cure che può essere sempre modificata così da instaurare una relazione solida e chiara tra medico e paziente. Infine c’è il DAT: ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere potrà disporre anticipatamente circa i trattamenti in caso di futura incapacità di autodetermianrsi. Può essere indicata una persona di fiducia, il cosiddetto fiduciario.

Le Dat dovranno essere redatte in forma scritta e sono vincolanti per i medici. Sono modificabili, rinnovabili e revocabili in qualsiasi momento e verranno inserite nei registri regionali. Le Dat andranno consegnate ai Comuni che provvederanno al registro oppure i cittadini potranno rivolgersi ad un notaio.

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