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Cacciato con un referendum il giudice clemente contro lo stupro

È stato cacciato con un referendum popolare il giudice della California che aveva condannato a soli 6 mesi di carcere un giovane accusato di stupro all’università di Stanford.
Cacciato con un referendum il giudice clemente contro lo stupro

Aaron Persky, il giudice della California che è diventato famoso a livello internazionale nel 2016 quando ha condannato uno studente di Stanford a soli sei mesi di prigione per aver aggredito sessualmente una donna priva di sensi durante una festa, è stato cacciato dal suo incarico come annuncia l’agenzia Associated Press. Il giudice aveva infatti inflitto solo 6 mesi di prigione a Brock Turner quando le accuse che lo portavano di fronte alla corte prospettavano una pena massima di 14 anni, la sentenza minima inflitta all’uomo era stata immediatamente al centro delle polemiche.

Così Persky è il primo giudice “richiamato” dal suo incarico in California da oltre 80 anni. Il magistrato infatti è stato cacciato dal suo incarico a Santa Clara da un referendum popolare. Il sistema giuridico americano prevede l’istituto del “recall campaign” che, in buona sostanza, è un referendum che viene approvato dopo una lunga raccolta di firme avvenuta in concomitanza con le primarie californiane. Tra i sostenitori del referendum contro il giudice c’è Michele Dauber, professore di legge all’Università di Stanford, che si è impegnato a raccogliere le firme necessarie alla consultazione e che fu tra i primi a chiedere il richiamo dell’uomo.

Il New York Times pubblica uno stralcio della deposizione che il giudice ha depositato presso l’Ufficiale di Stato Civile della Contea, Persky si difende dichiarando di avere una responsabilità legale e professionale nel considerare pene alternative alla detenzione per i detenuti alla prima volta: “Come giudice, il mio ruolo è di prendere in considerazione entrambe le parti. (…) Non è sempre popolare, ma è la legge, e ho giurato di seguirla senza riguardo per l’opinione pubblica o le mie opinioni come ex pubblico ministero”.

Il giudice ha però incassato il 40% dei voti a suo favore, questi rappresentano quei californiani che erano parzialmente d’accordo con la sentenza ma soprattutto che sostengono che l’estromissione del giudice avrebbe avuto un effetto raggelante sull’indipendenza della magistratura americana; gli altri giudici, ora, potrebbero essere riluttanti a concedere la clemenza anche in casi in cui potrebbe essere appropriata.