Google Maps fornirà agli utenti la posizione dei semafori durante la navigazione. Si tratta di un processo lento, che affonda le sue radici in una scelta operata in precedenza sui device Apple, ma la cui portata non è da sottovalutare. Certo, ora è tutto in fieri, e si conosce davvero poco di come funzionerà la novità, ma le sue potenzialità possono essere davvero interessanti. Partiamo dall’inizio.

Il sito Droid Life ha pubblicato degli screen fatti con uno smartphone Android relativi a Google Maps: negli scatti si vedono le piantine di Des Moines, nello Iowa. Appena percettibili, in alcuni incroci, si possono notare delle nuove icone che prima non c’erano: un rettangolo con tre piccoli cerchi all’interno, uno rosso, uno giallo e uno verde. Si tratta naturalmente dei semafori, l’icona è decisamente eloquente, anche se molto piccola.

In pratica ora Google Maps ci dirà dove si trovano i semafori, mentre ci guida attraverso un percorso. Al momento ne possono beneficiare, limitatamente alla visualizzazione, solo gli utenti Android, ma tutto fa pensare che presto la funzionalità sarà estesa a tutti i device, anche quelli con un sistema operativo differente, e soprattutto i semafori saranno probabilmente segnalati dalla voce guida nell’app durante la navigazione.

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Ma quali possono essere i vantaggi di questa funzionalità? Pensiamo a quando siamo in una città sconosciuta, della quale non sappiamo la posizione della segnaletica orizzontale o verticale: conoscere in anticipo cosa possiamo aspettarci ci farà essere più prudenti sulla strada e potrebbe permettere di evitare incidenti stradali. C’è poi la questione del tempo: al semaforo rosso si è fermi, vuol dire che dobbiamo attendere del tempo.

E se ci fosse un’app che ci permettesse di individuare un determinato percorso da intraprendere in base alle tempistiche dei semafori verdi? È a questo sostanzialmente che mira Google Maps, senza dimenticare la cosiddetta “onda verde”, ossia la serie di semafori che, in successione, permettono il passaggio. Insomma, i benefici consisterebbero fondamentalmente nel rendere la guida più fluida (e senza rischi) e calcolare al meglio il percorso da fare, tenendo presente i tempi di percorrenza in base a fattori che prima non entravano nell’equazione dell’app.

Al momento, sembra trattarsi solo di un test, come se Google Maps stesse lentamente cercando di capire cosa fare per essere di maggiore utilità all’utenza. Nel 2019, quando fu lanciato iOS 13, Apple Maps aveva già aggiunto semafori, segnali di stop o diritti di precedenza: attraverso Siri la segnalazione al momento è anche vocale. Non è improbabile che nei nuovi aggiornamenti di Google Maps i semafori saranno disponibili per tutte le mappe e per tutti gli utenti.

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I dati Istat parlano chiaro: sulle strade urbane italiane nel 2018 si sono verificati 126744 incidenti stradali, che hanno causato 1401 morti e 169607 feriti. E questi numeri ci appaiono molto preoccupanti, anche e soprattutto se confrontati con il bilancio sulle strade extraurbane: fuori città e paesi nel 2018 gli incidenti sono stati 45809, che hanno causato 1933 morti e 73312 feriti.

Tra le ragioni che causano gli incidenti stradali, ci sono nel 40% dei casi la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità elevata. Con l’eccezione della velocità, questa nuova funzionalità di Google Maps può essere quindi d’aiuto al guidatore, che può restare più concentrato e conoscere in anticipo la precedenza in base alla segnaletica orizzontale e verticale e quindi evitare un eventuale incidente.

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