Addio a Marjane Satrapi, la voce potente delle donne iraniane nel suo Persepolis

L'autrice è scomparsa a 56 anni a Monaco di Baviera.

Addio all’artista franco-iraniana Marjane Satrapi, scomparsa a 56 anni. La disegnatrice, resa celebre dal fumetto Persepolis, poi diventato anche un film, è “morta di crepacuore a poco più di un anno dalla scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita”, come comunicato dalla famiglia.

Il produttore, attore e sceneggiatore è infatti scomparso nell’aprile del 2025, lasciando Satrapi in uno stato di profonda depressione,  che l’aveva spinta anche a comunicare al giornale Le Point di voler lasciare la Francia, dove si era stabilita da tempo, per farsi seguire da una clinica all’estero; la 56enne è così morta, dopo due mesi di ricovero, in una struttura a Monaco di Baviera.

Satrapi, disegnatrice e illustratrice, era, assieme alla scrittrice Azar Nafisi, l’autrice di Leggere Lolita a Teheran, e all’artista visiva Shirin Neshat era senza dubbio una delle voci femminili più note della diaspora iraniana.

Persepolis, il fumetto che le ha regalato la notorietà, è stato pubblicato per la prima volta in Francia in quattro volumi tra il 2000 e il 2003 dalla casa editrice L’Association ed è arrivato in Italia, con le edizioni Lizard, tra il 2002 e il 2003; in quelle pagine Satrapi era riuscita a trasformare la propria storia personale nel simbolo di una generazione intera di giovani iraniani, schiacciati dall’oppressione del regime.

Cresciuta in una famiglia appartenente alla borghesia iraniana, Satrapi venne mandata dai genitori a studiare in Europa, prima a Vienna e successivamente in Francia. In Persepolis, attraverso un tratto delicato ma incisivo, era riuscita a raccontare con grande sensibilità sia il legame con le proprie radici familiari sia la bellezza dell’Iran, contrapponendoli alla durezza del regime dei mullah. Il racconto restituisce così tutto il dolore dell’esilio e il destino spezzato di un’intera nazione.

L’adattamento cinematografico della graphic novel raccontava l’infanzia dell’autrice nell’Iran della rivoluzione islamica e il successivo trasferimento in Europa. Presentato al Festival di Cannes nel 2007, il film conquistò il Premio della Giuria e contribuì a consacrare definitivamente la popolarità internazionale di Marjane Satrapi.

Dopo aver messo all’asta da Sotheby’s 44 tavole originali di Persepolis, nel 2022, l’autrice aveva detto: “Vorrei davvero, con tutto il cuore, che il libro non avesse avuto alcun successo, perché ciò avrebbe significato che non era necessario e che ci saremmo trovati in una situazione migliore. È estremamente triste vedere che il libro sta vendendo tantissimo in America in questo momento. Ciò significa che in 22 anni la situazione non è cambiata e questo è triste. È estremamente triste. Vorrei vendere meno libri e che il mondo fosse un posto migliore, ma, sai, non c’è nulla che io possa farci”.

Dal 2023, dalla Francia, aveva seguito con attenzione e partecipazione le proteste esplose in Iran sotto lo sloganDonna, Vita, Libertà, senza mai abbandonare la speranza di poter un giorno tornare nel suo Paese natale. In un’intervista rilasciata a Robinson di Repubblica, in occasione dell’uscita del fumetto Donna Vita Libertà, dedicato alle manifestazioni nate dopo la morte di Mahsa Amini, aveva parlato apertamente della possibilità che quella mobilitazione potesse portare alla caduta del regime iraniano.

L’autrice descriveva il progetto come un’opera corale, realizzata insieme a numerosi intellettuali e artisti internazionali: il politologo Farid Vahid, il reporter francese Jean-Pierre Perrin, Abbas Milani — direttore del dipartimento di studi iraniani dell’Università di Stanford — oltre a quattro artisti iraniani e tredici illustratori provenienti da Europa e Stati Uniti.

L’obiettivo, spiegava, era quello di creare “un inno alla libertà” capace sia di raccontare la complessità della situazione iraniana sia di trasmettere vicinanza al popolo in protesta. «Volevamo ricordare agli iraniani che non sono soli e che la società civile occidentale, nonostante il silenzio della politica, continua a stare dalla loro parte», aveva dichiarato.

Nel 2025 aveva inoltre rifiutato la Legion d’Onore francese, accusando Parigi di “ipocrisia” nei rapporti diplomatici intrattenuti con Teheran.

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