Quanto fa schifo (o è figa) la tua selezione Spotify? Fai il test su The Pudding

Per valutare le nostre playlist su Spotify, ora c'è il servizio online The Pudding: lo possono usare tutti, basta avere un forte senso dell'umorismo quando arriverà il risultato.

Essere fichi (o essere cool) può essere una cosa che si percepisce, ma non sempre. Può dipendere da diversi fattori, come la maniera di reagire alle situazioni impreviste, il successo personale, l’autostima, il modo in cui ci si mostra all’esterno e i propri gusti, tra cui quelli musicali. Adesso direte che i gusti musicali sono tutti giusti e ed è giusto che siano diversi da persona a persona. Questo era vero ieri: ora l’app online The Pudding ci dice la verità vera sulla musica che ascoltiamo. E questa verità può farci davvero male.

Quando si va su The Pudding, si viene accolti da un disclaimer:

Quanto fanno schifo le vostre playlist di Spotify? La nostra sofisticata intelligenza artificiale giudica il vostro pessimo gusto musicale.

Dunque, si deve connettere Spotify con il servizio online, successivamente The Pudding vi fornirà anche il link per disconnettervi, e il processo è facilissimo anche se siete alle prime armi con tutto ciò che è digitale. L’app promette di dare solo uno sguardo alle playlist e alle canzoni che abbiamo ascoltato e di non modificare nulla. Le informazioni inserite nell’intelligenza artificiale si riferiscono a oltre due milioni di indicatori, relativi a musica che è stata favorevolmente recensita su Pitchfork e da negozi di dischi.

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Quando parte l’analisi, The Pudding vi chiede informazioni su cantanti e canzoni che avete ascoltato spesso. Quindi se condividete Spotify in famiglia dichiaratelo apertamente, anche se purtroppo non ve lo chiede per tutti i brani: quindi se vostro figlio vi ha costretto a molti ascolti de La marmellata innamorata o Sincero di Bugo e Morgan non è detto che non possiate discostarvi dalle scelte della vostra prole. L’app analizza anche i generi che sono ricorrenti per ascolti e playlist.

In seguito si passa ad altre domande: The Pudding sceglie tre cantanti o band tra le nostre preferite e chi chiede con chi ci piacerebbe fare sesso, chi vorremmo sposare e chi preferiremmo uccidere, il che è molto difficile soprattutto per quanto riguarda «uccidere». Benché sia un concetto metaforico relativo a un gioco per bambini, tutte e tre le band o cantanti sono tra le nostre favorite. In seguito l’app ci chiede se siamo stati al Coachella.

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Il risultato di chi scrive è davvero ingeneroso: il mio profilo è quello di «donna di una certa età che ama la new wave». Però le altre cose mi trovano assolutamente d’accordo: ho un’ossessione per Madonna, Bob Dylan e la new wave. Mi piacciono il rock classico, le giacche di pelle, le camicie scozzesi di flanella, l’eyeliner pesante (sì, il servizio online vi dice tutte queste cose). Ascolto cose diversissime che vanno da Angelo Badalamenti, i Le Loup Garou, i Beatles, Immanuel Casto e David Bowie. Anche se non mi piace la definizione di The Pudding, devo ammettere che ha ragione, soprattutto quando mi scrive tra i risultati:

Sei bloccata all’inizio degli anni 2010 (per via di Lost on You di LP e Prima del tuo cuore di Gianluca De Rubertis con Amanda Lear, ndr). Per te la musica ha raggiunto il suo apice quando Rino Gaetano ha cantato A mano a mano.

Il servizio online è, in buona sostanza, molto divertente da utilizzare e non dobbiamo dimenticare che a questo genere di cose ci si approccia con un po’ di autocritica e una buona dose di senso dell’umorismo. Poi, in fondo, a chi importa se la musica che ascoltiamo è cool o no? Tanto, app o non app, la ascolteremmo in ogni caso e soprattutto quando ci pare.

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