Antonella Clerici da Diletta Leotta: "La cultura è libertà, soprattutto per una donna"

La conduttrice ha parlato del valore dell’istruzione durante l’ultima puntata del podcast ‘Mamma Dilettante’: “Non ti potranno mai prendere in giro se culturalmente sei preparata a tutto”.

La cultura è libertà”: con queste parole Antonella Clerici, ospite al podcast Mamma Dilettante di Diletta Leotta, ha voluto sintetizzare l’importanza dell’istruzione. La conduttrice, 60 anni, è madre di Maelle, 14, con la quale ha confessato di essere molto rigida per quanto riguarda gli impegni scolastici.

Sulla scuola con mia figlia intervengo molto. Sono molto rigida, lei lo sa. Il mio mantra è ‘la cultura è libertà’”, ha detto a Diletta Leotta, sottolineando l’importanza di costruirsi una preparazione su diversi temi.

Specialmente per le donne: “Questo è vero soprattutto per una donna. Non ti potranno mai prendere in giro se tu culturalmente sei preparata a tutto, se non sbagli i verbi quando parli, se sai leggere un contratto. Studiare non è un optional. Dico a mia figlia che ha quello a cui pensare e deve farlo bene”, ha continuato la conduttrice. E, in tema di scuola, Antonella Clerici è poi passata a parlare del bullismo sperimentato dalla figlia:

Quando ha iniziato le scuole medie, io credo che mia figlia sia stata vittima di bullismo. Proprio perché era mia figlia qualcuno glielo faceva pesare additandola come figlia di. Qualcuno le ha detto: “Tu parli, ma sei la figlia di”. Lei all’inizio ha incassato, perché ho visto che un po’ ci ha sofferto. Ma poi è riuscita a ribaltare la situazione. Alla fine della terza media ho visto che chi prima la denigrava poi era dalla sua parte. Maelle è stata brava e intelligente a gestire quella situazione.

Infine, la conduttrice ha parlato dell’indipendenza dei figli: “Se mia figlia un giorno vorrà andare via di casa io non la fermerò. Mi si spezzerà il cuore ma è giusto, lei deve andare”, ha raccontato. “Se ami davvero i tuoi figli devi lasciarli andare. L’imprinting glielo dai entro i 12 anni. Dopo devi sperare vada tutto bene. La sua felicità non è chiuderla in casa, ma è farle esprimere i suoi talenti”.

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